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Il Punto di Ottobre
04 Nov
2016

Lasciamo alle spalle l’estate di quest’anno e non per le bizze meteorologiche, ma per la scarsa consistenza degli eventi, a cominciare dalla festa patronale, una delle più disastrose edizioni. Cambiamento? “La bella stagione” ora si chiama “Serate d’estate”.
Ma ci sono problemi più importanti da affrontare. Luca De Netto e Giacomo Zaccaria ne hanno parlato in lungo e largo.
Problema Campo Sportivo “E. M. Citiolo: non era mai successo che le due squadre sanvitesi fossero costrette a giocare le partite a porte chiuse o emigrare sui campi dei paesi limitrofi. Le responsabilità del degrado della struttura, oggi giunta all’atto finale con la dichiarazione di inagibilità, vanno ricercate a ritroso da qualche anno a questa parte, con questa e la precedente amministrazione che hanno sottovalutato la gravità del problema.
E potrei dire che la storia si ripete per tutti gli immobili di cui il Comune è proprietario.
Non mi si venga a sbandierare ai quattro venti l’attenzione per i giovani che d’ora in poi dovranno inven- tarsi qualcosa per il loro tempo libero, visto che per loro non c’è alternativa: o emigrare al Nord o riscaldare “li pisuli” del Corso.
Ma c’è un altro problema che voglio affrontare. Zaccaria è stato dettagliato nell’esaminare la questione del Festival Barocco sorto con l’intento di far conoscere la musica del nostro concittadino Leonardo Leo e ora arbitrariamente diventato Festival di musica antica. Non voglio parlare dell’ultima trovata (l’aereo!) per attirare l’attenzione su un Festival che dopo 19 anni non decolla con un direttore artistico che è anche direttore amministrativo che si permette il lusso di dedicare a San Vito una o due serate con qualche brano di Leo per poi emigrare nei paesi vicini per eseguire altra musica. E' da anni che dico ai signori amministratori che dopo 19 anni il direttore artistico va cambiato. Non ho niente nei riguardi della persona dell’attuale direttore, ma è nella natura delle cose il cambiamento.
Signori amministratori svegliatevi, non potete ancora accettare questa situazione che non fa bene a Leonardo Leo e alle casse della città.

Antonio Chionna