Memoria, arte e tradizione: il Presepe Pasquale di Simone Saracino

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Memoria, arte e tradizione: il Presepe Pasquale di Simone Saracino
10 Apr
2017
È stato inaugurato domenica scorsa, nella Chiesa Santa Maria Degli Angeli (Chiesa Vecchia), il presepe pasquale di Simone Saracino, giovane sanvitese impegnato da anni nel mondo della scenografia e del restauro. Il presepe, giunto alla sua ottava edizione e fortemente voluto da Monsignor Antonio Rosato, quest'anno ripropone la tradizionale celebrazione dei sette dolori di Maria. Fino agli anni settanta, infatti, il Venerdì antecedente la Domenica delle Palme nella Chiesa della Pietà venivano esposte le statue della Madonna Addolorata e di Gesù morto, portate in processione per le vie del paese subito dopo. L'opera in polistirolo e interamente dipinta a mano si pone l'obiettivo di riproporre questa antica tradizione attraverso il potere rievocativo dell'arte, un'arte che diviene funzionale ad una memoria collettiva troppo spesso trascurata e dimenticata. Un'arte suggestiva, quella del giovane Simone Saracino, che riesce a plasmare la materia soffusa del tempo e della memoria, riproponendo con poetica maestria l'interno della Chiesa della Pietà attraverso una meticolosa ricerca di particolari riprodotti con chirurgica precisione. Tutto sembra ricreare una sinfonia cromatica perfetta attraverso la quale l'interno sezionato della chiesa si impone in tutta la sua straordinaria bellezza. L'opera, articolata in due momenti rievocativi, presenta anche uno scorcio di corso Leonardo Leo durante il Giovedì Santo dedicato ai Sepolcri secondo l'antica tradizione, la quale prevedeva una processione per ogni parrocchia. Tra i figuranti riprodotti in scala, che popolano il corso cittadino riprodotto con l'antica pavimentazione e la caratteristica prospettiva delle facciate delle due chiese, potrete riconoscere qualche volto noto, insieme alla riproduzione di alcune antiche foto risalenti agli anni venti del secolo scorso. Il passato e la tradizione vengono elaborate dalle mani di Simone Saracino e divengono, attraverso il tocco poetico dell'arte, memoria; una memoria che appartiene ad ognuno di noi, una memoria che abbiamo il dovere di recuperare e preservare perché incisa nella profondità del nostro essere. “Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo. Senza memoria non esistiamo e senza responsabilità forse non meritiamo di esistere” José Saramago